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Fringe benefit auto aziendali 2025: cosa cambia con le nuove regole e tabelle ACI

Fringe benefit auto: definizione e importanza per aziende e dipendenti

Il fringe benefit auto rappresenta uno dei vantaggi più diffusi nelle politiche di welfare aziendale. Si tratta della retribuzione in natura che deriva dalla concessione ai dipendenti di un’autovettura aziendale utilizzabile sia per finalità lavorative sia personali. Per i datori di lavoro è uno strumento per fidelizzare i collaboratori e rendere più competitiva l’offerta contrattuale, mentre per i dipendenti è un vantaggio concreto che consente di disporre di un veicolo senza i costi di proprietà.

Normativa di riferimento: Art. 51 TUIR e Legge di Bilancio 2025

Il calcolo del fringe benefit è regolato dall’articolo 51 del TUIR (DPR 917/1986). La norma stabilisce che il valore da assoggettare a tassazione sia pari a una percentuale forfettaria calcolata su una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui, sulla base dei costi chilometrici determinati ogni anno dall’ACI. Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 307/2024) sono state introdotte novità importanti: dal 1° gennaio 2025 cambiano le aliquote da applicare a seconda della tipologia di veicolo concesso in uso promiscuo.

Cosa cambia dal 1° gennaio 2025

  • Auto a combustione tradizionale (benzina, diesel, GPL, metano): la quota da assoggettare a tassazione sale al 50% del costo convenzionale calcolato sui 15.000 km annui.
  • Auto ibride plug-in: tassazione ridotta al 20%.
  • Auto elettriche: tassazione ridotta al 10%, incentivando la mobilità a zero emissioni.

Queste nuove percentuali sostituiscono il precedente regime (30% per i veicoli tradizionali), con l’obiettivo di favorire la transizione ecologica e la diffusione delle alimentazioni elettrificate.

Come leggere le tabelle ACI

Ogni anno l’ACI pubblica le tabelle ufficiali con i valori chilometrici per marca e modello. Il calcolo funziona così:

  • Si prende il costo chilometrico ACI riferito a 15.000 km annui.
  • Si applica la percentuale prevista dalla legge (50%, 20% o 10% a seconda della tipologia di veicolo).
  • Il risultato è il valore del fringe benefit da dichiarare come reddito da lavoro dipendente.

Esempio: una BMW iX1 elettrica ha un costo chilometrico di 0,5074 €/km. Su 15.000 km si ottiene un costo annuo convenzionale di circa 7.611 €. Applicando la percentuale del 10%, il fringe benefit imponibile sarà di soli 761 € annui: un grande risparmio rispetto a un’auto tradizionale con tassazione al 50%.

Vantaggi per le aziende

Le nuove regole offrono vantaggi tangibili:

  • Certezza fiscale: grazie alle tabelle ACI, aziende e dipendenti conoscono l’importo esatto da tassare già a inizio anno.
  • Welfare aziendale competitivo: offrire auto elettriche o ibride plug-in ai dipendenti diventa più conveniente sia per l’impresa che per il lavoratore.
  • Transizione ecologica: incentivi fiscali allineati agli obiettivi europei di riduzione delle emissioni.

Aggiornamento 2026: nuove soglie per i fringe benefit e impatto sulle auto aziendali

Le regole introdotte nel 2025 sulle auto aziendali in uso promiscuo (15.000 km convenzionali, tabelle ACI e aliquote 50% per le auto tradizionali, 20% per le ibride plug-in e 10% per le elettriche) restano il punto di riferimento per il calcolo del fringe benefit auto.

La novità riguarda il contesto più ampio dei fringe benefit.
Secondo la bozza della Manovra 2026, il Governo sta valutando un raddoppio delle soglie di esenzione fiscale per i fringe benefit complessivi (beni, servizi, rimborsi spese, ecc.). Se confermato, questo schema porterebbe a:

  • 2.000 € annui esenti per tutti i lavoratori dipendenti;
  • 4.000 € annui esenti per i dipendenti con figli fiscalmente a carico.

Ad oggi (novembre 2025) si tratta però di misure ancora in discussione: il testo definitivo della Legge di Bilancio 2026 non è stato approvato e le soglie potrebbero essere confermate, modificate o rinviate. Per questo è importante leggere queste novità come scenario da monitorare, non come regola già entrata in vigore.

Cosa cambia (potenzialmente) per l’auto aziendale

L’eventuale raddoppio delle soglie non modifica il modo in cui si calcola il fringe benefit dell’auto (che continua a basarsi su tabelle ACI e percentuali 50% / 20% / 10%), ma potrebbe:

  • aumentare il margine a disposizione dell’azienda per includere l’auto e i servizi di mobilità dentro un pacchetto di fringe benefit più ricco;
  • rendere ancora più interessante la scelta di auto elettriche e ibride plug-in, che già oggi generano un fringe benefit imponibile molto ridotto rispetto alle vetture tradizionali;
  • favorire la costruzione di pacchetti mobilità personalizzati (auto in noleggio a lungo termine + buoni carburante/ricarica, parcheggi, servizi accessori), soprattutto per figure chiave come manager, commerciali e tecnici che si spostano spesso.

In pratica, l’auto aziendale – soprattutto se gestita in noleggio a lungo termine – diventa sempre più uno degli strumenti con cui impostare una politica di welfare aziendale moderna e flessibile, in grado di unire mobilità, sostenibilità e vantaggi fiscali.

Come ti supporta Nolya

Nolya affianca aziende e professionisti nel trasformare queste novità in scelte concrete, aiutandoti a:

  • confrontare diversi scenari di flotta (termico vs ibrido vs elettrico) anche in ottica di fringe benefit;
  • progettare car policy e pacchetti mobilità coerenti con il budget welfare e con le soglie di esenzione vigenti;
  • aggiornare nel tempo la strategia, seguendo l’evoluzione della normativa e delle esigenze dei tuoi collaboratori.

Se vuoi capire come ottimizzare flotta e fringe benefit auto in vista del 2026, contattaci: ti aiutiamo a costruire una soluzione su misura per la tua azienda.

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